Gennaro Esca. Alla ricerca di ciò che l’uomo è
Avendo archiviato la parentesi segnata dal dissolversi della figurazione entro la sinfonia timbrica delle pennellate sfaldate, che si arrestano però sempre assai prima di perseguire una dimensione pienamente non figurativa e, di conseguenza, risultano ben lungi dall'infrangere il tradizionale dualismo tra sfondo e figura, nonché la parentesi, peraltro ancor più circoscritta, dell'approccio all'oggetto, Gennaro Esca si rende protagonista di un duplice ritorno: quello nella sua città natale, lasciata quasi trent'anni fa per la più tranquilla, e forse più congeniale alla sua indole schiva e meditativa, Gubbio, e quello alle modalità espressive che, ormai ne è sicuro, gli sono più congeniali. Se la sua concezione della genesi artistica contempla senz'altro il manifestarsi volitivo dell'io, il tocco come impronta della propria soggettività, la referenza fenomenica, benché di recente a tratti quasi totalmente eclissata, si rivela ora, finalmente, elemento insopprimibile.
Tale opzione si ricollega alle potenzialità di indagine e riflessione sull'uomo, sulla sua essenza e sul suo essere nel mondo, che Esca rivendica alla pratica dell'arte, identificando nel corpo umano, ovvero nella «più perfetta costruzione architettonica mai concepita», il veicolo privilegiato per scoprire «ciò che l'uomo è».
È seguendo il filo antropologico-esistenziale della sua pittura che giunge a parlare di “follia”, ricorrendo ad un'accezione non immediatamente ed esclusivamente sovrapponibile a quella patologica più comune, cui pure non manca di riferirsi, bensì connessa ad un ideale di vita appassionata ed irruente, quasi neoromantica, che nel colore, «quello di questo tempo, quello dell'esplosione, della gioia, della solitudine, della lotta per non essere soli», e nel trattamento ad esso riservato, rinviene il canale precipuo di traslazione visiva.
Stefano Taccone
NAPOLI CASTEL DELL'OVO
Comune di Napoli Assessorato alla Cultura, Associazione “A Ruota Libera”, con l'adesione del Presidente della Repubblica
GENNARO ESCA23 dicembre 2009 - 10 gennaio 2010 Opere pittoriche 2000 - 2009
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