Francesco Guerrieri. Viterbo – Palazzo Chigi – fino al 10/12/09
Francesco Guerrieri Il Quadro Luce 1967-1977A cura di Agnese Miralli In questa mostra Il Quadro Luce 1967 - 1977 a distanza di circa trenta anni sono ora nuovamente esposte importanti opere di Guerrieri, nel decennio preso in esame, come il grande -Quadrittico di mezza estate- (1973), -Nuova Scrittura- (1973), -Quadro n.
1- (1975), -Tondo n. 3- (1976).Dopo le ormai ampiamente storicizzate realizzazioni di opere gestaltiche e strutturalistiche (-Gruppo 63- e -Sperimentale p.-) Francesco Guerrieri dal 1967 inizia a usare solo due toni alternati di giallo per dipingere le sue strutture con effetto di irradiazione su fondo bianco.
Come ebbe a scrivere Adriano Spatola nel 1972 -la trasformazione del colore in luce risponde a un bisogno sempre presente nella pittura di Guerrieri-.I segni gialli si organizzano in strutture che lasciano emergere bianche scritture indecifrabili oppure allusive forme bianche in una continua alternanza visiva fondo-figura. Successivamente gli spazi bianchi, in cui navigano le strutture dei segni gialli, divengono sempre piu' ampi e i segni vengono sospinti ai margini della tela e sui lati del telaio quasi ad irradiare la parete e l'ambiente espositivo, lasciando dominante al centro della tela la luce assoluta del bianco puro. -Ora - scriveva lo stesso Guerrieri nel 1977 - la pittura e' nello spazio invece che lo spazio nella pittura-. Di li' a poco, nello stesso anno, Guerrieri realizzerà la grande opera-ambiente -Immarginazione-, dove, eliminata completamente la tela, grandi cornici-telai vuoti, ma dipinti con segni gialli sui lati, includeranno realmente lo spazio-ambiente nell'opera.
Per questa via Guerrieri, come scrive Gabriele Simongini nel testo critico introduttivo alla mostra, -ha de-territorializzato le figure e i segni dell'arte-.-L'espansione del colore in un continuum spazio-temporale si giova di una geometria morbida ed elastica, capace di non irrigidire e di non cristallizzare mai il ritmo interno della composizione. Le certezze razionali della geometria sono rovesciate e dolcemente modulate per dare voce all'ineffabile e all'assoluto. Il continuum diventa la concretizzazione dell'idea di un -infinito finito- in cui il ritmo trasfigura la struttura in forma mutante.
Guerrieri elabora in queste opere una personale poetica del vuoto e della riduzione linguistica che sembra anche voler privilegiare un invito al silenzio della contemplazione e della riflessione ma soprattutto alla necessità di guardare oltre le apparenze e i dati consolidati-.
Inaugurazione domenica 15 novembre ore 11 Palazzo Chigi via Chigi 15, Viterbo Orario: feriali, 16,30 - 19,30 ingresso libero










