A Bruxelles Magritte ha il suo tempio
Anche in Belgio hanno festeggiato il 2 giugno. Nessuna commemorazione nazionale ma l'evento ha sicuramente catalizzato gli abitanti della capitale e il mondo della cultura: mentre da noi si ricordava la nascita della Repubblica in quel di Bruxelles si inaugurava il Museo Magritte.
Dopo un anno di lavori l'Hotel Anteloh, nel cuore della città, è diventato la casa artistica di uno dei pittori belgi più conosciuti al mondo. Per la prima volta sono riunite 250 opere su una superficie di 2500 metri quadrati distribuiti su tre livelli, la più ampia collezione dell' "imperatore delle luci" è a disposizione di appassionati e non. Quadri, disegni, sculture, video, scritti, fotografie, tutto sull'uomo e l'artista, dal 1898 al 15 agosto 1967, giorno della sua morte. Il museo si inserisce in un quadro più ampio di spazi dedicati a singoli pittori, come il Museo Van Gogh ad Amsterdam o quello di Klee a Berna, l'intento è di catturare 650 mila visitatori all'anno.Le opere, provenienti dal Museo delle Belle arti di Bruxelles, dalla Fondazione Magritte e da collezioni private, inquadrano l'autore nella sua eterogenea produzione, dalla visione primigenia accostabile al cubismo di Picasso a quella surreale dopo il contatto con "La canzone dell'amore" di De Chirico.
Da qui sboccia la pittura enigmatica, la frequentazione di Breton, Mirò e Arp.Segue il periodo "impressionista", la cosiddetta "epoque Renoir", periodo della solarità, il più criticato, che si contrappone al triste momento della guerra e si arriva all'"Impero delle luci" dove la notte e il giorno comunicano, dove si esprime chiaramente quella che Magritte definiva "poesia".
Dunque si fanno i conti con il suo mondo diventato "classico" che ha influenzato la pop art e l'arte concettuale, quell'universo fatto di cieli limpidi inseriti in bicchieri, di uccelli che incontrano pipe o bombette, di strutture romane o greche poste su fondali art nouveau.
L'opera magrittiana dialoga con il sogno e la realtà evocando il mistero. IE oggi dialoga direttamente con la città. Il tutto si sviluppa nei tre piani del museo, ognuno caratterizzato da un periodo preciso: 1898-1929 (3° P.), 1930-1950 (2° P.), 1951-1967 (1° P.). Una sezione è dedicata al cinema, fonte per il Magritte giovane e maturo, anche collezionista di film muti, tra i nomi preferiti spuntano Charlie Chaplin, Stanlio e Ollio, Max Linder e Mack Sennet.www.musee-magritte-museum.be .










